domenica 9 dicembre 2018

Albero di Natale fatto in casa - Ecologico e bellissimo

In questo post non mi dilungherò con una spigazione dettagliata del procedimento di realizzazione di quello che vi propongo, ma lascio parlare il video, dove vi mostro come fare a casa con pochissimi strumenti di fai da te, un albero di Natale green, ovvero assolutamente ecologico, molto carino e dolcissimo (ovviamente!).
Buona visione e tanti auguri di buone Feste!
Elena







 


giovedì 6 dicembre 2018

Lebkuchen - come fare a casa gli originali biscotti speziati di Natale

Tratta da un vecchio libro in tedesco, questa ricetta rappresenta uno dei simboli del Natale altoatesino, i Lebkuchen, o noti nel resto del mondo come pan di zenzero. Questi biscotti molto speziati e aromatici, grazie a una importante presenza di cannella, zenzero, chiodi di garofano e miele, vanno preparati con un certo anticipo, perché così avranno il tempo di ammorbidirsi, se conservati in scatole di latta insieme a delle bucce di mela.
Io li ho decorati con la ghiaccia reale, ma spazio alla fantasia e anche del semplice cioccolato fuso, frutta secca, canditi o glassa di zucchero sono perfetti per fare degli autentici Lebkuchen.

Ecco la videoricetta





Ingredienti

125 g di miele
125  di zucchero
90 g di burro
150 g di farina di frumento
150 g di farina di segale
1 cucchiaino di cannella
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano
1 cucchiaino di zenzero
1 uovo
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio di acqua se necessaria
la buccia grattugiata di mezzo limone

Per la ghiaccia reale
150 g di zucchero a velo
30 g di albume pastorizzato (lo vendono al supermercato anche in piccole confezioni nel banco frigo)
2 gocce di succo di limone
coloranti alimentari naturali e decorazioni varie



Procedimento
  1. In un pentolino a fuoco basso fai fondere il burro con miele e zucchero fino ad avere un composto liscio
  2. In una ciotola molto ampia setaccia molto bene la farina con il bicarbonato e le spezie. Unisci anche la buccia di limone grattugiata. Poi aggiungi anche il composto di burro sciolto dopo che lo avrai fatto intiepidire. Impasta con le fruste a gancio o semplicemente con un cucchiaio di legno. 
  3. Trasferisci il composto su una spianatoia infarinata e lavoralo, aggiungendo farina se necessario, fino a ottenere un composto lisco ma anche sodo. Metti in frigo e lascia riposare tutta la notte.
  4. Il giorno seguente stendi la pasta su una spianatoia infarinata. La sfoglia dovrà essere spessa circa 1/2 cm. Usa le formine che preferisci per tagliare i biscotti, pratica un forellino con uno stuzzicadenti se li vorrai usare come decorazioni sa appendere e inforna a 180°C per 10 minuti circa o finché i Lebkuchen saranno dorati. 
  5. Prepara la ghiaccia reale semplicemente sbattendo i bianchi con le gocce di limone e aggiungi mano a mano lo zucchero a velo setacciato fino a ottenere una bella glassa liscia perfetta per decorare. Dividi la glassa in diverse tazzine se vuoi usare i colori e aggiungili a gocce nella glassa. Mescola bene e usa diverse sac a poche o conetti di carta forno per decorare a piacere i biscotti.
  6. I Lebkuchen si conservano molto a lungo in scatole di latta. 


mercoledì 5 dicembre 2018

Siena, Mercato nel Campo - Quando la beneficenza è stellata

Siena è una città dalla bellezza ineguagliabile e durante eventi speciali diventa ancora più bella. Ormai da qualche anno a Siena, l'1 e 2 dicembre di tiene in Piazza del Campo, il Mercato nel Campo, dove artigiani da tutta Italia portano i loro prodotti e le loro creazioni all'ombra di una delle torri più belle del mondo.
Vi lascio qui un video che ho realizzato un paio di anni fa proprio in Piazza in occasione del Mercato.
Sono tanti gli eventi collaterali organizzati a Siena da Confesercenti durante questo week end di dicembre, e quello che di cui vi racconto qui parla di stelle, di bambini, di eccellenze italiane, di un luogo sacro per l'arte e, neanche a dirlo, di prelibatezze: La Cena delle Stelle.

La Cena delle Stelle 

In collaborazione con il ristorante Particolare di Siena e La consiglieria. Guida gastronomica non convenzionale di Nieva Zanco, chef stellati e chef brillanti hanno messo a disposizione la loro maestria per una causa più che nobile, una cena, servita nei locali del complesso museale Santa Maria alla Scala, il cui ricavato è destinato al reparto di Chirurgia Pediatrica dell'Ospedale le Scotte.
Ve la racconto:

Il Benvenuto

Giuseppe Maglione (Daniele Gourmet, Avellino), ci propone Tuscany Felix, una pizza con impasto di farina tipo 2 (non raffinata) e limone, con fior di latte di Agerola, mousse di ricotta e barbabietola, peperone crusco e chips di barbabietola. Il concetto è questo: abbandonare la tradizionale pizza napoletana per fare un salto nel passato, utilizzando farine non raffinate, ricche di crusca e sali minerali per "divertirsi" con farciture non convenzionali, ma ricercate e che rappresentino le eccellenze campane.



Gli Antipasti

Marco Leonelli (L’Antica Casina di Caccia, Villa di Piazzano, selezione Michelin) con la sua Pappa al Pomodoro 2018, ricrea visivamente un pomodoro maturo e ci stupisce con un classico all'ombra del molecolare, una cucina in cui non si spreca niente ma tutto viene utilizzato, perfino il picciolo del pomodoro, avvalendosi però delle tecniche più moderne di cottura. Rispetto maniacale dei sapori alla ricerca però di poetica ed estetica.



Segue Giovanni Vanacore (Rossellinis, Ravello, 1* Michelin), con La Caprese Nascosta, un classico italiano ma in versione moderna, senza però stravolgerne sapori né consistenze. Un guscio di eccellente mozzarella racchiude un cuore di pomodorino, sotto una spennellata di basilico, in un complesso di esaltazione reciproca di sapori e profumi.



Il Primo

Paolo Gramaglia (President, Pompei, 1* Michelin) ci lascia estasiati con il Riso Acquerello Giallo, un risotto (riso Acquerello invecchiato un anno) ai pomodorini gialli del Vesuvio che sa di iodio e di salsedine, grazie al gambero e al riccio di mare, ci porta al caldo sud italiano con un sentore di scorza di limone d'Amalfi e ci regala una leggera e profumatissima nota acidula con un crumble di lampone. Sapido, aromatico, cremoso, al primo assaggio la reazione è questa: staccare la schiena dalla sedia e, colpiti dalla piacevolezza, alzare la testa dal piatto ed elevarci sul posto di 5 millimetri e, aggiungo io, lasciarsi sfuggire una sequenza di "m" della durata di qualche secondo. Ecco quello che ricerca lo chef Gramaglia proponendo le sue creazioni, esattamente questa reazione, esattamente questi 5 millimetri (che per nel mio caso sono arrivati a 10).



I secondi

Ermanno Zago (Le Querce, Ponzano Veneto) con la sua Passaggiata nell'orto veneto d'inverno, porta nel piatto tutte quelle verdure venete tipiche della stagione fredda, dalla verza, al radicchio, il mais, i fagioli, la zucca, ma applica a questi ortaggi delle tecniche di cottura che, esaltandone le carattaristiche, e rispettandone le peculiarità organolettiche, le esaltano in tutto il loro sapore. Una nota in particolare sulla la zucca, all'esterno croccante, all'interno una crema, dolce e fragrante.



Daniel Calosci (Il Particolare di Siena, Siena), finalmente è il turno anche dei nostri ospiti, grazie ai quali, in collaborazione con La consiglieria. Guida gastronomica non convenzionale di Nieva Zanco, nasce la serata.
Lo chef Daniel ci fa volare con un Piccione tra le nuvole. Un piatto della tradizione senese, ricercato e mai banale, presentato in filetto blue, e in coscia ripiena della sua interiora. Una chicca completa il piatto, una creme brule d'anatra, estremamente delicata e amabile. L'occasione è solo pretesto per tornare a trovare il prima possibile al ristorante Daniel Calosci, Marco Gagliardi, Gianluigi Giglioni e il loro staff, che per tutta la cena ha offerto un servizio impeccabile alle più di 150 persone presenti in sala. Bravi!



Finalmente arriva il dolce 

Lo aspettavo dalle 19:30 circa, il dolce, composto da una degustazione di panettone, classico e con lamponi di Giancarlo Maistrello (Pasticceria Maistrello, Villaverla), e uno zabaione al passito di Pantelleria e vaniglia Bourbon Ettore Beligni, giovanissimo pasticcere di Siena, pastry chef del ristorante 3* Michelin di Londra The fat Duck e 2° classificato al  Valhrona C3 chocolat chef competition di New York 2018. Insomma uno dei migliori pasticceri al mondo.



Si chiude con il caffè, alla Napoletana però, fatto con la cuccumella e offerto dal caffè napoletano per eccellenza, Kimbo.


L'appuntamento è tra un anno, in Piazza.

venerdì 30 novembre 2018

Apple Pie - La torta americana più famosa

Un classico della cucina americana, per me è la torta che Nonna Papera sfornava a profusione e metteva a freddare sul davanzale della finestra, rubata prontamente dai nipoti Qui Quo e Qua o da Cicco, il cugino di Paperino (ma voi lo ricordate Ciccio?). Insieme alla torta di puffbacche dei Puffi e ai piatti che preparava Marrabbio, il papà di Kiss Me Licia, è una delle pietanze dei cartoni animati/fumetti che più avrei voluto assaggiare. E quindi l'ho fatta: semplice e profumata, perfetta per questo periodo invernale.





Qui la videoricetta






Per la base (pie crust) - in alternativa puoi usare della normale pasta frolla
500 g farina 00
210 g burro freddo
un pizzico di sale
la buccia grattugiata di un limone
2-3 cucchiai di acqua ghiacciata

Per il ripieno
4 mele golden
40 g di burro
2 cucchiaio di amido di mais o fecola di patate
cannella
2 cucchiai di succo di limone
100 g di zucchero
3 cucchiai di marmellata di albicocche



  1. In un robot da cucina (o a mano aiutandosi con una forchetta) metti il burro freddo, la farina, il sale e la buccia di limone grattugiata. Aziona il robot fino a ottenere una consistenza sabbiosa. Aggiungi anche un cucchiaio alla volta di acqua freddissima e continua a lavorare fino a che la pasta non comincia a compattarsi. Massimo 3 cucchiai non di più.
  2. Rovescia la pasta su un piano infarinato e la compatta bene con le mani. Dividi l'ipasto in due parti uguali e lascialo in frigo per almeno un'ora.
  3. Sbuccia e taglia le mele a fettine. In una padella ampia fai scaldare lo zucchero, quando comincia a fondere unisci il burro e le mele. E anche la cannella e il succo di limone. Fai saltare a fuoco alto per un paio di minuti. 
  4. Metti le mele saltate in una ciotola e lascia intiepidire. Unisci anche il cucchiaio di amido e mescola. 
  5. Stendi metà della pasta in una circonferenza leggermente più grande della teglia. Ungi bene la teglia e, aiutandoti con il mattarello, poggia la base nella teglia. Distribuisci la marmellata sulla base, e poi anche le mele. 
  6. Stendi anche la seconda sfoglia con la quale coprire le mele. Unisci bene i bordi della base con quella della parte superiore. Pratica dei taglietti al centro della torta. E decora con della sfoglia avanzata usando delle formine a piacere. Un'alternativa (come ho fatto io) è quella di realizzare tante formine di pasta di diverse grandezze e coprire la torta con queste.
  7. Spennella la superficie con del latte e inforno a 200°C per 20 minuti, poi abbasso il forno a 180°C e lascia cuocere un'altra mezz'ora. Se la superficie tendesse a scurirsi troppo, copri con della carta argentata fino a terminare la cottura. 
  8. La torta è perfetta servita tiepida con una pallina di gelato alla vaniglia o una cucchiaiata di panna poco montata.


mercoledì 14 novembre 2018

TORTA AL GRANO SARACENDO DELL'ALTO ADIGE - Naturalmente Gluten free

I dolci in Alto Adige sono una cosa seria. E io li prendo molto sul serio, dedicando a loro videoricette, post sul blog, fotografie. Quello che però spesso mi stupisce è che sempre di più l'Alto Adige è conosciuto fuori dai suoi confini. Quello che non mi stupisce invece, è quanto sia apprezzato per ogni suo aspetto, dalle tradizioni, all'enogastronomia, la natura, l'ospitalità, la bellezza di una regione così a nord.
La torta che ho fatto in una domenica di pioggia di novembre è la torta al grano saraceno e marmellata, un mix di farina, noci e burro, ingentilita da una marmellata non troppo dolce, anzi con una punta di acidità a rendere ogno morso al contempo pieno, ricco e succoso.
Si tratta di una torta naturalmente gluten free, adatta ai celiaci, perchè così è la farina di grano saraceno.
Ecco la videoricetta di seguito il procedimento passo passo





Ingredienti
150 g di farina di grano saraceno
50 g amido di mais (anche questo è gluten free)
200 g di burro morbido
5 uova a temperatura ambienta
200 g di noci tritate (o mandorle, a piacere)
200 g di zucchero
1 vasetto di marmellata di mirtilli rossi (o lampone, frutti di bosco, insomma una marmellata leggermente acidula)
1 mela gialla piccola grattugiata
1 cucchiaino di lievito per dolci
la scorza grattugiata di mezzo limone


Procedimento
  1.  Dopo aver tritato le noci, e grattugiato la mela, procedi con le uova. Sepa i bianchi dai rossi e comincia a montare i bianchi con un pizzico di sale. Dopo alcuni istanti unisci gradatamente metà dello zucchero in ricetta e continua a montare fino ad avere una neve ferma. Lascia da parte.
  2. In una ampia ciotola monta il burro con lo zucchero restante e unisci un tuorlo alla volta, amalgamando bene dopo ogni aggiunta. Unisci anche la buccia di limone.
    Comincia a unire anche le farina a cucchiaiate, precedentemente setacciate con il lievito, mescolando bene.
  3. Aggiungi infine anche la mela grattugiata e le noci, sempre rimestando, con un cucchiaio di legno o una spatola. 
  4. E' il momento dei bianchi, dapprima unisci una cucchiaiata di albumi e mescola energicamente, così da ammorbidire l'impasto. Poi comincia ad amalgamare il resto degli albumi mescolando delicatamente dal basso verso l'alto.
  5. Imburra e infarina con l'amido di mais una teglia da 24 cm e distribuisci l'impasto. Inforna a 180°C per circa 45 minuti, o finché uno stuzzicadenti inserito nel centro della torta non esca pulito e asciutto. Lascia freddare completamente prima di farcire.
  6. Non resta che dividere la torta in due e ricoprire la base con la marmellata, in abbondanza, ricoprirla e lasciarla riposare qualche ora. Prima di servire puoi decorarla con zucchero a velo, e aggiungi un cucchiaio di panna montata (non troppo montata) accanto alla fetta come tocco finale.

lunedì 5 novembre 2018

TORTA SOFFICE PERE CIOCCOLATO E YOGURT ALLA FARINA INTEGRALE

Cioccolato e pere, il classico dei classici. Ho affrontato altre volte il tema, per esempio con la Crostata nutella e pere, con le Sfoglie pere cioccolato e frutta secca, e la Torta alle pere, cioccolato e farina di riso, mi sembra quindi chiaro che l'abbinamento mi entusiasmi e non poco.
La versione che propongo qui è realizzata con yogurt intero e farina integrale, il risultato è una torta estremamente soffice ma allo stesso tempo umida, non troppo dolce grazie anche al cacao amaro, e piena di frutta.
Ecco la videoricetta: 



Approvata da Mattia (2 anni di dolcezza)
Ingredienti

120 g di zucchero (di canna preferibilmente)
2 uova a temperatura ambiente
150 g di burro fuso
1 vasetto di yogurt al naturale (o alla pera)
80 g di fecola di patate o frumina
220 g di farina integrale
1 bustina di lievito per dolci
1 tazzina di latte o di succo di pera
3 cucchiai di cacao amaro
gocce di cioccolato o cioccolato a scaglie, al latte e fondente ( o solo di un tipo) quantità a piacere, più ce n'è meglio è
3 pere non troppo grandi



Procedimento
  1. Come prima cosa sbucciate le pere e tagliatene una a dadini (che andrà all'interno della torta) e due a fettine sottili (per decorare la sperficie).
  2. In una ampia ciotola rompete le uova e montatele con lo zucchero e un pizzico di sale fino a ottenere una composto chiaro e spumoso. 
  3. Aggiungete lo yogurt e mescolate brevemente. Unite anche il burro fuso a temperatura ambiente e mescolate di nuovo. 
  4. A parte avrete già unito tutte le farine con lievito e cacao, ora cominciate a unirlo al composto a cucchiaiate mescolando ogni volta. Se notate che il composto diventa troppo secco unite anche il succo di pera o il latte. Continuate fino a terminare gli ingredienti.
  5. Non resta che unire le pere tagliate a dadini e la cioccolata, in quantità mi raccomando!
  6. Versate il composto nella tortiera e poi disponete sulla superficie le fettine di pera rimaste. Spolverizzate con un cucchiaio di zucchero e infornate a 180° C per circa 50 minuti/ 1 ora ma controllate via via il grado di cottura con uno stecchino, che dovrà uscire dalla torta pulito e asciutto una volta cotta.
  7. Lasciate freddare e spolverizzate con zucchero a velo (a piacere).


venerdì 2 novembre 2018

PAN CO' SANTI - Dolce tradizionale di Siena per il mese di novembre

Il Pan co' Santi è un dolce/non dolce tipico di Siena, realizzato per la festa di Ognissanti. I santi sono rappresentati all'interno del pane dalla moltitudine di uvetta e noci che rendono questa preparazione ricca e gustosa, e perfino leggermente piccante, grazie alla presenza del pepe nero.
A me piace sia ancora caldo, che freddo il giorno dopo, oppure riscaldato con la marmellata a colazione. Leggendo qua e là si trovano però anche consigli più "rustici", che vedono il pan co' santi perfetto, arrostito, in accompagnamento di arrosti insieme a del vino rosso, o vino novello, tipico proprio di questo periodo autunnale.
Io rilancio, e lo vedrei perfetto, appena abbrustolito, con una bella fetta di formaggio saporito e un bicchierino di vin santo. A voi la scelta. 

Ingredienti

400 g farina (potete usare anche metà farina 00 e metà manitoba)
15 g lievito di birra
60 g di zucchero
20 g di olio
40 g strutto (o burro oppure tutto olio, quindi 60 g)
200 g di acqua
1 cucchiaino di sale
250 g di noci sgusciate
250 g di uvetta
un cucchiano raso raso di pepe nero macinato (3 grammi)
1 tuorlo

Procedimento
  1. Come prima cosa fate saltare brevemente le noci in una padella con poco olio, per tostarle. Mettete l'uvetta in ammollo per almeno mezz'ora possibilmente nel Vinsanto.
  2. Sciogliete il lievito in una tazza con un po' dell'acqua per l'impasto e un cucchiaino di zucchero. Su una spianatoia disporre la farina e versarci sopra il lievito, l'olio, lo strutto. Impastare bene ed energicamente a lungo, aggiungete da ultimo il sale e continuate a impastare. Formare una palla omogenea, e mettere in un luogo caldo e asciutto a lievitare (come per esempio nel forno spento ma con la lucina accesa).
  3. Poco dopo l'inizio della lievitazione, riprendete l'impasto e aggiungete lo zucchero, le noci, il pepe e l'uvetta ben strizzata. Reimpastate di nuovo il tutto e rimettete a lievitare il più a lungo possibile (anche tutta la notte).
  4. Una volta terminata la lievitazione dividete l'impasto in panetti, metteteli sulla placca del forno e spennellateli con il tuorlo sbattuto. Cuocete in forno caldo a 180° C per circa 30/35 minuti, o finché non risultino ben dorati e non più umidi. Fate freddare, il Pan co' Santi si conserva anche più giorni.



lunedì 24 settembre 2018

STRUDEL DI PRUGNE EXPRESSSS - Ricetta veloce


E' tempo di prugne, frutto che a me piace molto in tutte le sue forme, fresco, in marmellata e nei dolci.
Qui trovate una torta alle prugne e ricotta tipica dell'Alto Adige, la Zwetschgenkuchen, e sempre per rimanere in tema Suedtirol, ecco uno strudel.
Express perché ho usato della sfoglia pronta, che potete anche sostituire con della pasta frolla, da fare in casa o comprare già fatta anche quella, a voi la scelta.
Ovviamente in questo caso lo strudel non sarà avvolto su se stesso, come si fa con lo strudel classico, ma le due sfoglie saranno semplicemente adagiate una sull'altra per racchiudere la frutta.
In alternativa potete anche realizzare la vera pasta strudel, di cui trovate la ricetta qui. 



Ecco la videoricetta e di seguito il procedimento passo passo.


Ingredienti
2 rotoli di sfoglia pronta
7/8 prugne mature
2 cucchiai di zucchero di canna
un cucchiaino abbondante di cannella in polvere
20 g di burro
3 cucchiai di pan grattato



Procedimento

  1. Lavate e tagliate le prugne in spicchi. In una ampia ciotola ponete le prugne con lo zucchero e la cannella. Mescolate bene.
  2. Fate sciogliere il burro in una padella, quando sarà fusp unite le pugne, fatele saltare a fuoco alto alcuni istanti, poi aggiungete il pan grattato. Lasciate freddare 5 minuti.
  3. Stendete la prima sfoglia sulla teglia foderata di carta forno e disporre sulla superficie le prugne, lasciando un bordino libero. A questo punto adagiatevi sopra anche la seconda sfoglia e premete bene i bordi perché lo strudel sia ben sigillato. Praticate dei tagli sulla superficie della sfoglia per far uscire il vapore in cottura, e spennellate la superficie con del latte o del tuorlo (step a piacere, io per esempio la lascio al naturale).
  4. Infornate a forno già caldo a 180° C per 20 minuti - mezz'ora circa, o finché la superficie dello strudel non risulti ben dorata. Sfornate e lasciate freddare. Potete servire lo strudel ancora tiepido accompagnato con una pallina di gelato alla vaniglia o una cucchiaiata di panna fresca montata. 

mercoledì 19 settembre 2018

ISOLA D'ELBA IN 5 GIORNI

Le spiagge più belle, i pro e i contro

Pochi giorni all'Isola d'Elba, in questo post voglio riassumere la mia vacanza in questo posto incantevole e parlarvi dei pro e dei contro di un viaggio elbano.

IL PERIODO 
Sono stata all'Elba dal 2 al 7 settembre, pensando di farla franca ed evitare le masse di persone in ferie. Niente di più sbagliato. Ormai anche settembre, per lo meno la prima settimana e molto probabilmente anche la seconda, è periodo di alta stagione, e le spiagge, i ristoranti, le strade delle cittadine, le gelaterie, sono ancora prese d'assalto dai turisti.

DOVE PRENOTARE
Per ovviare a questo inconveniente (se anche per voi è tale, perché se invece preferite il gran caos, saltate al paragrafo successivo):
Non prenotate nei centri delle cittadine elbane (come ho fatto io). Scegliete i tanti agriturismi, affittacamere, b&b sparsi per l'isola, in campagna o in collina, tanto raggiungerete comunque tutto in massimo mezz'ora
Io ho alloggiato a Porto Azzurro, in un affittacamere sul porto. Mai Più. Porto Azzurro era affollatissima e molto trafficata dalla mattina alle otto alla sera tardi. In più camera mia dava sulla cucina di una pizzeria, che per quanto il profumo di pizza sia celestiale quando se ne ha una sotto il naso, quello che sale in camera dalla cucina e invade ogni spazio è veramente disgustoso. Per fortuna la pizzeria non faceva servizio fino a tardi, quini la notte l'odore si attenuava. 

ONLINE
Oltre ai canonici siti di prenotazione online, vi consiglio anche il sito www.isoladelba.online: mandando una richiesta dal form apposito, io ho ricevuto una valanga di proposte direttamente dalle strutture, proposte di ogni genere, spesa e tipologia. Le ho tutte archiviate in una cartella della mail, per averle sotto mano per la prossima volta (che ci sarà sicuramente). Molte strutture inoltre offrono codici di sconto (solitamente il 20%) per l'acquisto del biglietto per il traghetto

LE SPIAGGE: sasso o sabbia?
Per quel che riguarda le spiagge c'è da chiarire un punto. All'Elba ci sono moltissime spiagge di ciottoli e ciottolini, ci sono anche lunghe spiagge di sabbia, ma io non amo particolarmente le spiagge di sabbia, questo perché, oltre al fastidio provocato dalla sopracitata quando ti si appiccica addosso e fa un pastone con le creme solari, spiaggia di sabbia significa anche mare con pochi pesci, quindi per me privo di interesse.
Quando non faccio immersioni, adoro comunque fare snorkeling, e spiagge dove siano presenti scogli e sassi sono quelle più frequentate dalla fauna e ovviamente dalla flora marina. Ecco io cerco queste. E l'Elba ne è ricca.

E se tante sono stra-affollate, se avete la voglia di fare due passi a piedi, fare qualche discesina e qualche risalitina, anche a settembre riuscirete a scovare piccoli paradisi terresti, quasi, e ripeto quasi, deserti.

Queste sono quelle che mi sono particolarmente piaciute, in ordine di apprezzamento, con tutti i pro e qualche contro.

LA CLASSIFICA

1. SOTTOBOMBA (Portoferraio), che già dal nome non si può non adorare.
Spiaggia di ciottoli bianchi, si raggiunge attraverso la discesa, non particolarmente difficoltosa, di un centinaio di scalini. Il parcheggio si trova esattamente di fronte alla discesa per la spiaggia, è molto ampio e, ahimè a pagamento, ma non molto caro: 8 euro per l'intera giornata
La spiaggia è piccola, non c'è molto spazio, è sia libera che attrezzata, il prezzo dei lettini è piuttosto contenuto, e l'offerta essenziale: patatine, bibite, caffè.
L'acqua è cristallina (ripeterò questo aggettivo varie volta, ma che altro aggettivo posso usare per un'acqua trasparente, fresca, azzurra a volte con riflessi verdi, limpida e bellissima?), abitata da tanti pesci e qualche gabbiano che fa la posta su uno scoglietto proprio a ridosso della spiaggia.
Un posto incantevole, a dir poco. 




2. SPIAGGIA DELLA LAMAIA (Marciana)
Si arriva dalla spiaggia di sabbia Biodola. Alla fine della spiaggia inizia un percorso "della salute", che attraverso un ex bunker, perfettamente e facilmente percorribile, costeggiando scogli e vegetazione, porta alla spiaggetta.
Io ho parcheggiato in un parcheggio a pagamento trovato nei pressi della spiaggia Biodola, anche perchè la zona era davvero affollata e le macchine parcheggiate ovunque. Nota amara: sono arrivata alle 12 e 30 passate, il costo del giornaliero sarebbe stato di 10 euro, la mezza giornata, che partiva dalle ore 13:00, 5 euro. Ero convinta che per meno di mezz'ora di differenza, il parcheggiatore avrebbe applicato la tariffa per mezza giornata, e invece no, nonostante le mie rimostranze. Ho deciso comunque di rimanere in quanto non sarei riuscita a trovare altro posto, vista la calca generale. Peccato.
Alla Lamaia non c'è niente, al di fuori del mare stupendo e di tanti pesci da inseguire sott'acqua, polpi e pinne nobilis (e un po' di poseidonia abbandonata sulla spiaggia dalle onde). La spiaggia, un misto di sabbia e sassolini, non è molto lunga, ma abbastanza "profonda", e fa come da canocchiale sul mare; alla vista si apre solo il golfo, la vegetazione che la circonda e qualche barca dondolante in lontanza. E la sorpresa più bella è stata proprio il fatto che fosse praticamente deserta, a differenza della vicinissima e sicuramente più famosa Biodola, sovraffollata. Anche in questo caso un breve percorso a piedi, uno zaino fornito di acqua e panini comprati al supermercato sono stati la soluzione ideale per godere di un luogo meraviglioso.





3. BARABARCA (Capoliveri). Partiamo dal parcheggio, ce n'è uno gratuito appena "sopra" la spiaggia e uno a pagamento adiacente. Sono stata qui due volte ed entrambe ho avuto la fortuna di trovare posto gratis.
La spiaggia di sabbia abbastanza grezza offre un bagno attrezzato, a cifre decisamente modiche (4 euro a lettino più 4 euro per l'ombrellone) e un "baretto", BAR - A - BARCA, di legno dove poter prendere da bere, qualche panino, gelati e aperitivi. I ragazzi del bar molto cordiali e disponibili.
Anche qui acqua bellissima, scogli dove potersi sedere a prendere il sole, e per raggiungerla solo una scalinata da cui godere di panorami e tramonti spettacolari.






4. BARBAROSSA (Porto Azzurro), in provincia di Monaco di Baviera. Dico così perché decisamente invasa da turisti di nazionalità germanica. Nessun problema ovviamente, mi ha fatto solo sorridere l'insegna del diving presente proprio sulla spiaggia, in lingua tedesca. Anche qui sassolini, poco comodi per sdraiarsi, anche qui possibilità di noleggiare lettini e ombrelloni o di arrangiarsi. Acqua cristallina, con un riflesso verde smeraldo, pesciolini in quantità, bar e campeggio a un tiro di schioppo. Parcheggio ampio e comodo, di cui però non ho usufruito in quanto la spiaggia è raggiungibile a piedi da Porto Azzurro.



5. SPIAGGIA FRUGOSO (Cavo). Questa è l'unica che boccio. Ci sono arrivata l'ultimo giorno, perché più vicina al traghetto del ritorno. Spiaggia di terra scura e sassi, è presente un bagno attrezzato, ma la prima fila viene sommersa di acqua vero le 13:30 a causa del passaggio (molto in lontanza) di un traghetto veloce che provoca l'ondata. Acqua pulita anche qui, niente da dire, ma avrei fatto meglio a fermarmi nella vicina Cavo, spiaggia lunga di sabbia chiara, proprio sulla strada (ecco cosa mi ha frenato dal sceglierla inizialmente), ben attrezzata ma con ampia spazio libero e acqua ancora più trasparente.

ELBA: PET FRIENDLY? 
Arrivata in fondo, faccio un'ultima considerazione, una nota positiva che mi ha piacevolmente stupita, ovvero la presenza in tutte queste spiagge di cani (pochi), cani molto educati, perché educati erano i padroni. Episodio apice di questa educazione proprio a Frugoso: qui eravamo solo in 4 persone, quando la coppia con un piccolo cagnetto si avvicina e ci chiede se ci avrebbe potuto dare fastidio che il cane entrasse in acqua. Alla prima pensavo di non aver capito, ci stavano chiedendo il permesso di far fare il bagno a Foxy.

Insomma, l'Elba mi è piaciuta molto, soprattutto per il mare, così pieno di vita, le spiagge comode, quelle per gli aperitivi e il relax, e le spiaggie "selvagge", poco frequentate e a tratti silenziose. La facilità di raggiungere ogni angolo dell'isola in poco tempo, poter cambiare spiaggia ogni giorno, perché tanto sono tutte comunque dietro l'angolo.

Di ristoranti ottimi, cene saltate, gelati e commesse antipatiche vi parlerò a breve.