mercoledì 19 settembre 2018

ISOLA D'ELBA IN 5 GIORNI

Le spiagge più belle, i pro e i contro

Pochi giorni all'Isola d'Elba, in questo post voglio riassumere la mia vacanza in questo posto incantevole e parlarvi dei pro e dei contro di un viaggio elbano.

IL PERIODO 
Sono stata all'Elba dal 2 al 7 settembre, pensando di farla franca ed evitare le masse di persone in ferie. Niente di più sbagliato. Ormai anche settembre, per lo meno la prima settimana e molto probabilmente anche la seconda, è periodo di alta stagione, e le spiagge, i ristoranti, le strade delle cittadine, le gelaterie, sono ancora prese d'assalto dai turisti.

DOVE PRENOTARE
Per ovviare a questo inconveniente (se anche per voi è tale, perché se invece preferite il gran caos, saltate al paragrafo successivo):
Non prenotate nei centri delle cittadine elbane (come ho fatto io). Scegliete i tanti agriturismi, affittacamere, b&b sparsi per l'isola, in campagna o in collina, tanto raggiungerete comunque tutto in massimo mezz'ora
Io ho alloggiato a Porto Azzurro, in un affittacamere sul porto. Mai Più. Porto Azzurro era affollatissima e molto trafficata dalla mattina alle otto alla sera tardi. In più camera mia dava sulla cucina di una pizzeria, che per quanto il profumo di pizza sia celestiale quando se ne ha una sotto il naso, quello che sale in camera dalla cucina e invade ogni spazio è veramente disgustoso. Per fortuna la pizzeria non faceva servizio fino a tardi, quini la notte l'odore si attenuava. 

ONLINE
Oltre ai canonici siti di prenotazione online, vi consiglio anche il sito www.isoladelba.online: mandando una richiesta dal form apposito, io ho ricevuto una valanga di proposte direttamente dalle strutture, proposte di ogni genere, spesa e tipologia. Le ho tutte archiviate in una cartella della mail, per averle sotto mano per la prossima volta (che ci sarà sicuramente). Molte strutture inoltre offrono codici di sconto (solitamente il 20%) per l'acquisto del biglietto per il traghetto

LE SPIAGGE: sasso o sabbia?
Per quel che riguarda le spiagge c'è da chiarire un punto. All'Elba ci sono moltissime spiagge di ciottoli e ciottolini, ci sono anche lunghe spiagge di sabbia, ma io non amo particolarmente le spiagge di sabbia, questo perché, oltre al fastidio provocato dalla sopracitata quando ti si appiccica addosso e fa un pastone con le creme solari, spiaggia di sabbia significa anche mare con pochi pesci, quindi per me privo di interesse.
Quando non faccio immersioni, adoro comunque fare snorkeling, e spiagge dove siano presenti scogli e sassi sono quelle più frequentate dalla fauna e ovviamente dalla flora marina. Ecco io cerco queste. E l'Elba ne è ricca.

E se tante sono stra-affollate, se avete la voglia di fare due passi a piedi, fare qualche discesina e qualche risalitina, anche a settembre riuscirete a scovare piccoli paradisi terresti, quasi, e ripeto quasi, deserti.

Queste sono quelle che mi sono particolarmente piaciute, in ordine di apprezzamento, con tutti i pro e qualche contro.

LA CLASSIFICA

1. SOTTOBOMBA (Portoferraio), che già dal nome non si può non adorare.
Spiaggia di ciottoli bianchi, si raggiunge attraverso la discesa, non particolarmente difficoltosa, di un centinaio di scalini. Il parcheggio si trova esattamente di fronte alla discesa per la spiaggia, è molto ampio e, ahimè a pagamento, ma non molto caro: 8 euro per l'intera giornata
La spiaggia è piccola, non c'è molto spazio, è sia libera che attrezzata, il prezzo dei lettini è piuttosto contenuto, e l'offerta essenziale: patatine, bibite, caffè.
L'acqua è cristallina (ripeterò questo aggettivo varie volta, ma che altro aggettivo posso usare per un'acqua trasparente, fresca, azzurra a volte con riflessi verdi, limpida e bellissima?), abitata da tanti pesci e qualche gabbiano che fa la posta su uno scoglietto proprio a ridosso della spiaggia.
Un posto incantevole, a dir poco. 




2. SPIAGGIA DELLA LAMAIA (Marciana)
Si arriva dalla spiaggia di sabbia Biodola. Alla fine della spiaggia inizia un percorso "della salute", che attraverso un ex bunker, perfettamente e facilmente percorribile, costeggiando scogli e vegetazione, porta alla spiaggetta.
Io ho parcheggiato in un parcheggio a pagamento trovato nei pressi della spiaggia Biodola, anche perchè la zona era davvero affollata e le macchine parcheggiate ovunque. Nota amara: sono arrivata alle 12 e 30 passate, il costo del giornaliero sarebbe stato di 10 euro, la mezza giornata, che partiva dalle ore 13:00, 5 euro. Ero convinta che per meno di mezz'ora di differenza, il parcheggiatore avrebbe applicato la tariffa per mezza giornata, e invece no, nonostante le mie rimostranze. Ho deciso comunque di rimanere in quanto non sarei riuscita a trovare altro posto, vista la calca generale. Peccato.
Alla Lamaia non c'è niente, al di fuori del mare stupendo e di tanti pesci da inseguire sott'acqua, polpi e pinne nobilis (e un po' di poseidonia abbandonata sulla spiaggia dalle onde). La spiaggia, un misto di sabbia e sassolini, non è molto lunga, ma abbastanza "profonda", e fa come da canocchiale sul mare; alla vista si apre solo il golfo, la vegetazione che la circonda e qualche barca dondolante in lontanza. E la sorpresa più bella è stata proprio il fatto che fosse praticamente deserta, a differenza della vicinissima e sicuramente più famosa Biodola, sovraffollata. Anche in questo caso un breve percorso a piedi, uno zaino fornito di acqua e panini comprati al supermercato sono stati la soluzione ideale per godere di un luogo meraviglioso.





3. BARABARCA (Capoliveri). Partiamo dal parcheggio, ce n'è uno gratuito appena "sopra" la spiaggia e uno a pagamento adiacente. Sono stata qui due volte ed entrambe ho avuto la fortuna di trovare posto gratis.
La spiaggia di sabbia abbastanza grezza offre un bagno attrezzato, a cifre decisamente modiche (4 euro a lettino più 4 euro per l'ombrellone) e un "baretto", BAR - A - BARCA, di legno dove poter prendere da bere, qualche panino, gelati e aperitivi. I ragazzi del bar molto cordiali e disponibili.
Anche qui acqua bellissima, scogli dove potersi sedere a prendere il sole, e per raggiungerla solo una scalinata da cui godere di panorami e tramonti spettacolari.






4. BARBAROSSA (Porto Azzurro), in provincia di Monaco di Baviera. Dico così perché decisamente invasa da turisti di nazionalità germanica. Nessun problema ovviamente, mi ha fatto solo sorridere l'insegna del diving presente proprio sulla spiaggia, in lingua tedesca. Anche qui sassolini, poco comodi per sdraiarsi, anche qui possibilità di noleggiare lettini e ombrelloni o di arrangiarsi. Acqua cristallina, con un riflesso verde smeraldo, pesciolini in quantità, bar e campeggio a un tiro di schioppo. Parcheggio ampio e comodo, di cui però non ho usufruito in quanto la spiaggia è raggiungibile a piedi da Porto Azzurro.



5. SPIAGGIA FRUGOSO (Cavo). Questa è l'unica che boccio. Ci sono arrivata l'ultimo giorno, perché più vicina al traghetto del ritorno. Spiaggia di terra scura e sassi, è presente un bagno attrezzato, ma la prima fila viene sommersa di acqua vero le 13:30 a causa del passaggio (molto in lontanza) di un traghetto veloce che provoca l'ondata. Acqua pulita anche qui, niente da dire, ma avrei fatto meglio a fermarmi nella vicina Cavo, spiaggia lunga di sabbia chiara, proprio sulla strada (ecco cosa mi ha frenato dal sceglierla inizialmente), ben attrezzata ma con ampia spazio libero e acqua ancora più trasparente.

ELBA: PET FRIENDLY? 
Arrivata in fondo, faccio un'ultima considerazione, una nota positiva che mi ha piacevolmente stupita, ovvero la presenza in tutte queste spiagge di cani (pochi), cani molto educati, perché educati erano i padroni. Episodio apice di questa educazione proprio a Frugoso: qui eravamo solo in 4 persone, quando la coppia con un piccolo cagnetto si avvicina e ci chiede se ci avrebbe potuto dare fastidio che il cane entrasse in acqua. Alla prima pensavo di non aver capito, ci stavano chiedendo il permesso di far fare il bagno a Foxy.

Insomma, l'Elba mi è piaciuta molto, soprattutto per il mare, così pieno di vita, le spiagge comode, quelle per gli aperitivi e il relax, e le spiaggie "selvagge", poco frequentate e a tratti silenziose. La facilità di raggiungere ogni angolo dell'isola in poco tempo, poter cambiare spiaggia ogni giorno, perché tanto sono tutte comunque dietro l'angolo.

Di ristoranti ottimi, cene saltate, gelati e commesse antipatiche vi parlerò a breve.

giovedì 9 agosto 2018

TORTA MOUSSE AI DUE CIOCCOLATI - senza forno

Fa caldo e ne fa tanto. Nonostante ciò rinunciare del tutto a fare dolci è per me davvero impossibile, quindi sono scesa a un compromesso: torta sì ma senza forno. Bastano pochi minuti di cottura sul fuoco e poi tutto frigorifero, per ottenere questa torta mousse ai due cioccolati. Abbastanza semplice da fare, per me era la prima volta, e siccome il risultato, nonostante alcune imprecisioni, è davvero delizioso, ho deciso di condividerla.
Ecco qui il video e di seguito la ricetta per iscritto, passo passo.



Ingredienti

Per la base
150 g di biscotti tipo Oreo
50 g di burro fuso

Per una teglia da 24 cm
Per la mousse al cioccolato fondente
112 g latte intero
112 g di panna fresca
9 g di gelatina in fogli
270 g di cioccolato fondente al 70%
300 ml di panna fresca
2 cucchiai di zucchero a velo

Per la mousse al cioccolato bianco
112 g latte intero
112 g di panna fresca
12 g di gelatina in fogli
300 g di cioccolato bianco
300 ml di panna fresca

Per decorare
1 cestino di fragole



Procedimento
  1. Frullate i biscotti oreo molto finemente e unite in burro fuso. Versate nella tortiera i biscotti e premere bene sul fondo in modo omogeneo. Mettete in freezer fino al momento del'utilizzo.
  2. Preparate la prima mousse: mettete a bagno in acqau fredda la gelatina. Fate scaldare bene in un pentolino il latte con la panna, spegente il fuoco, unite la gelatina, fatela sciogliere e poi versate il composto ancora ben caldo sul cioccolato fondente precedentemente sminuzzato. mescolate bene fino a ottenere una crema omogenea. Lasciate freddare fino a temperatura ambiente. Una volta raggiunta la temperatura ambiente, montate la panna fresca fredda con 2 cucchiai di zucchero a velo, senza farla troppo soda, ma lasciandola abbastanza cremosa. Incorporate delicatamente la panna alla crema di cioccolato.
  3. Foderate la teglia sui lati di carta forno o pellicola, tagliate le fragole in due e disponete la parte tagliata a contatto con il cerchio della teglia. Versate il primo strato di crema sulla base. Mettete in freezer finchè la crema non si sarà solidificata. 
  4. Ripetete il punto 2 con la cioccolata bianca. Versate la crema sullo strato di cioccolato fondente, ormai fermo, e mettete in frigo per tutta la notte.
  5. Decorate con delle fragole intinte nel cioccolato al latte o a piacere. 
  6. Lasciare fuori dal frigo una decina di minuti prima di servire.




sabato 21 luglio 2018

Biscotti cornflakes pinoli e uvetta

Potete farli piccoli come una noce o molto più grandi, in ogni caso questi biscotti sono tanto semplici quanto perfetti per la colazione o per il tè. Uno tira l'altro, sono morbidi ma, grazie ai cornflakes che li ricoprono, anche decisamente croccanti!





Ingredienti
2 uova
150 g di burro fuso
300 g di farina
1/2  bustina di lievito
150 g zucchero
i semi di mezza bacca di vaniglia
pinoli e uva passa e corn flakes quanto basta, o quanto va a voi



Procedimento
  1. Sbattete, ma senza montare a lungo, le uova con lo zucchero. Aggiungete il burro fuso sempre mescolando fino a che il composto non sarà omogeneo.
  2. Setacciate la farina con il lievito e unitela a cucchiaiate al composto. Mescolate bene e unite anche la vaniglia, l'uva passa ammollata precedentemente nell'acqua e i pinoli.
  3. Su una teglia coperta di carta forno formare i biscotti aiutandosi con un cucchiaio. Ricoprire ciascuno con dei cornflakes. 
  4. Completare l impasto con pinoli e uva passa. Prendere l impasto con un cucchiano e ricoprirlo di 6 corn flakes.
  5. Cuocere in forno caldo (180°C) per 15 minuti circa. Sfornare e lasciare freddare bene. 

sabato 16 giugno 2018

Torta semi integrale di pesche e ricotta

In due minuti, giusto il tempo di sciogliere il burro nel microonde e impastare velocemente la torta, poi mezz'ora nel forno e siamo pronti!
Questo semplice dolce nasce dall'esigenza di non buttare ingredienti lì lì per passare a miglior vita, ovvero delle pesche un po' troppo mature e della ricotta sul limite della data di scadenza.
Naturalmente potete sostituire le pesche con qualsiasi altro tipo di frutta.

Ingredienti
1 vaschetta di ricotta
1 tazzina di latte
2 uova
100 g di burro fuso
5 pesche mature
la buccia grattugiata di un limone piccolo
120 g di zucchero di canna grezzo
120 g di farina integrale
60 g di frumina
70 g di farina 00
(per le farine: potete usarne anche solo una, io ho fatto un mix a piacere)
1/2 bustina di lievito per dolci
la punta di cucchiaino di bicarbonato



Procedimento
  1. Sbattete le uova a temperatura ambiente con lo zucchero e un pizzico di sale fino a ottenere una spuma chiara. Unite la buccia del limone grattugiata.
  2. Unite anche la ricotta e il latte; mescolate bene per far dissolvere i grumi.
  3. Setacciate le farine nel composto insieme a bicarbonato e lievito. Se il composto dovesse risultare troppo denso aggiungete un goccino di latte. Il composto dovrà staccarsi pesantemente dal cucchiaio.
  4. Unite anche il burro fuso fatto raffreddare e mescolate bene.
  5. Sbucciate le pesche e tagliatele a fette o pezzettini. Aggiungetene circa 3/4 al composto e mescolate delicatamente. 
  6. Versate il composto in una teglia imburrata e infarinata e distribuite sulla superficie le restanti pesche. Spolverizzate la superficie con un paio di cucchiaini di zucchero di canna, questo darà una bella crosticina croccante. Infornate a forno caldo a 180°C per circa mezz'ora o finché uno stecchino inserito nel centro del dolce bla bla bla bla, ormai lo sapete no? :)

sabato 5 maggio 2018

LEMON BARS - Barrette al limone e vaniglia per una giornata sott'acqua


Ho realizzato questi dolcetti extra limonosi per una giornata in barca, passata all'Isola del Giglio a fare immersioni, una passione nata da  un paio di anni e diventata fondamentale. Così molte domeniche le passo al mare insieme ai ragazzi (allievi e istruttori) dell' Associazione subacquei senesi, e vi assicuro che, dopo un paio di immersioni, trovare un dolcino che ti aspetta a bordo, è decisamente piacevole.



 Queste sono delle barrette (bars) al limone, le ho fatte due volte, la prima volta con il burro normale, la seconda voglia, per sbaglio, col burro leggermente salato. Il risultato è eccezionale in entrambi i casi, quindi a voi la scelta!
Ecco la videoricetta:



Ingredienti
per la base
 290 g farina
70 g di zucchero a velo
un pizzico di sale
200 g di burro (normale o salato)
2 cucchiaini abbondanti di buccia di limone grattugiata
la punta di coltello di vaniglia 

Per il topping
180 g di zucchero
5 uova
200 ml di succo di limone
3 cucchiaini di buccia di limone grattugiata
la punta di coltello di vaniglia

Procedimento
  1. Preriscaldate il forno a 170°C. 
  2. Per la base: Mettete il burro a tocchetti, la farina, lo zucchero e la buccia di limone in una ampia ciotola e con le fruste elettriche o la planetaria lavorate fino ad avere un composto fatto a grosse briciole. Premete l'impasto con le mani, per compattarlo un po', poi distribuitelo sulla teglia e premetelo sul fondo. Fate cuocere in forno per circa 20 minuti o fino a che non avrà raggiunto un colore dorato. Lasciate freddare leggermente.
  3. In una ciotola unite lo zucchero, le uova, il succo di limone e la sua la buccia e la vaniglia. Distribuite il composto sulla base e rimettete in forno. Lasciate cuocere per altri 20 minuti o finché i bordi non saranno dorati e la superficie ferma. Lasciate freddare completamente e tenete in frigo per una notte.

domenica 18 marzo 2018

Scarcella di Pasqua pugliese

Altra ricetta pugliese, realizzata da  mia zia Franca. Ho già pubblicato i suoi Scaiozzi e la focaccia di cipolle, ora passiamo a un dolce regionale e tipico del periodo pasquale, la Scarcella. 
E' un dolce di per sé molto semplice da realizzare, le decorazioni possono essere di vario genere, così come le forme da dare alla scarcella, mia zia si è mantenuta sulle forme classiche della Pasqua e ha usato solo alcuni canditi per le decorazioni, come si faceva una volta. Voi potete naturlamente usare la fantasia e "addobbare" la "scarcedda" con glasse di zucchero, codette colorate e quant'altro, ma mantenetela il più possibile semplice.
Ingredienti:

500 g farina 00
500 g farina di grano duro
300 g zucchero
1/4 litri di olio di oliva
6 uova intere
la buccia grattugiata di 2 limoni biologici
1 pizzico di sale
1 bustina di ammoniaca per dolci sciolta in tazzina di latte tiepido
Uova sode quanto basta


1. In una ampia ciotola metto l'olio e la farina, lavorandola fino a che non avrà una consistenza di sabbia bagnata (sabbiatura).



2. Aggiungo tutti gli altri ingredienti, uno alla volta, e impasto con un cucchiaio di legno fino ad avere un composto liscio e omogeneo. Lascio in frigo, coperto di pellicola, per una mezz'ora circa.
A questo punto divido l'impasto in 4 parti e comincio a stendere su un piano infarinato la pasta, alta circa mezzo centimetro. Con un coltellino creo le forme della scarcella, una campana, un cestino.



 3. Al centro della scarcella poggio uno o due uova sode, e poi con delle striscioline di pasta creo degli intrecci sopra le uova, "ancorandole" alla base. Decoro con canditi.
4. Lascio cuocere in forno già caldo a 180°C per 20 minuti circa, finché non saranno leggermente dorate. Lascio freddare. Una volta fredde si può decorare anche con glassa di zucchero, bianca o colorata.

giovedì 1 marzo 2018

Gugelhupf al cioccolato e panna acida

Questo dolce nasce semplicemente per un motivo: ho visto lo stampo, l'ho adorato e l'ho comprato. Chiaramente, una volta acquistata la tortiera, non potevo certo lasciarla chiusa in dispensa inutilizzata, e quindi ecco qui il mio primo Gugelhupf al cioccolato. Ho letto che il Gugelhupf originario si fa con il lievito di birra, ma questa volta ho scelto qualcosa di molto semplice e immediato. Sicuramente proverò presto una ricetta più "tradizionale".
Ecco la videoricetta:




Ingredienti
100 g di frumina
200 g di farina
1 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale
2 uova
150 g di zucchero
1 cucchiaino di caffè solubile o in polvere
2 cucchiai di cacao amaro
180 g di burro
200 g di cioccolato fondente + gocce di cioccolato o scaglie di cioccolato a piacere
3 tazzine di latticello o latte o yogurt
180 g di panna acida



Per la ganache
100 g di cioccolato fondente
100 ml di panna fresca
frutta fresca (fragole, lamponi, mirtilli...) o lamelle di mandorla per decorare

Procedimento
  1.  Come prima cosa metto in un pentolino a sciogliere il burro con il cioccolato a pezzetti. Una volta sciolto lascio freddare finché non sarà a temperatura ambiente.
  2.  In una ampia ciotola unisco lo zucchero con le uova e un pizzico abbondante di sale, sbatto con la frusta a mano fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. 
  3. Unisco anche la panna acida, mescolando bene, e il composto di burro e cioccolato. 
  4. In una ciotola a parte ho messo insieme tutti gli ingredienti secchi, ovvero farina, frumina, cacao, caffè e lievito. Mescolo brevemente e comincio a setacciarli nel composto un po' alla volta. 
  5. Alterno alle farina le tazzine di latticello, una alla volta mescolando bene per ottenere un composto uniforme.

  1. Da ultimo aggiungo anche la cioccolata a scaglie.
  2. Dopo aver imburrato e infarinato MOLTO bene lo stampo, verso il composto al suo interno, lo batto sul tavolo perché si livello e inforno a 180°C per circa un'ora o finché uno stecchino inserito al centro del dolce non esca pulito e asciutto. Durante la cottura ho preferito coprire il dolce con della carta stagnola, dopo circa un quarto d'ora, perché non si bruciasse la superficie. 
  3. Sforno il dolce, lascio freddare 10 minuti e poi capovolgo, incrociando le dita, la forma su un piatto. Lascio freddare completamente.
  4.  Preparo la ganache: in un pentolino scaldo fino quasi a farla bollire la panna e poi la verso sul cioccolato che ho precedentemente tagliato finemente. Mescolo bene fino a ottenere una crema molto liscia e vellutata. Lascio freddare 5 minuti e verso sul Gugelhupf. Decoro a piacere. 

martedì 30 gennaio 2018

Torta di Saint Pierre alle mele e Caffè alla Valdostana

Con questa videoricetta partecipo al contest "Il sapore della Valle d'Aosta". Cliccate sul link qui sotto per visualizzare il video e lasciatemi un bel like se vi piace... Vi dico solo che ho rischiato di dare fuoco a tutta la casa per realizzarlo, scoprite perchè!

Scoprire ricette nuove, mai viste e mai provate prima, e che vengono dalla tradizione regionale italiana è per me una grande soddisfazione e stimolo a cercare nel nostro paese dolci di cui non ho mai sentito parlare prima.
Questa torta è deliziosa. Speziata, morbida, umida, speziata, sa di montagna e di cose buone e sane. Come sempre tutto sta nella scelta degli ingredienti, di ottima qualità, da scovare nel loro luogo di origine.
Ecco il video:



http://cubiktv.com/vdafoodbox-torta-di-saint-pierre-con-caffe-alla-valdostana-elena-policella-di-meno-male-son-golosa/





Ingredienti
Per la Torta di St. Pierre
1,5 kg di mele renette
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di succo di limone
120 g di zucchero
150 g di burro fuso
150 g di pan grattato
marmellata di albicocche quanto basta
1 cucchiaino abbondante di cannella in polvere
panna montata

Per il caffè alla valdostana
3 tazze di caffè molto zuccherato
1 tazzina di Artemisia genepy
1 tazzina e 1/2 di grappa
1 tazzina di liquore all'arancio (io ho usato il preparato per caffè alla Valdostana)
cannella in polvere
chiodi di garofano in polvere
scorza di arancio



Procedimento

  1. Taglio e sbuccio le mele renette. Io uso quelle della coperativa Cofruits, conferite dai soci ortofrutticoltori residenti in Valle d’Aosta; sono frutti coltivati sui pendii soleggiati di questa bellissima regione. La Cofruits non distribuisce solo i frutti ma produce anche “derivati” dalla mela, come succhi di frutta ottenuti dalla spremitura dei frutti “a freddo” e altri prodotti derivati sono l’aceto di mele, il sidro. Dove la trovate? A Saint-Pierre (AO) in frazione Cognein, e a Villeneuve (AO) in fraz. Trépont.
  2. In una ampia padella metto a cuocere le fettina di mela. Unisco il succo di limone appena spremuto e lo zucchero e lascio andare a fuoco alto finché le mele non saranno belle morbide.
  3. Faccio sciogliere il burro a fuoco basso, una volta fuso aggiungo il pan grattato, mescolo bene e di seguito unisco anche lo zucchero, lavorando brevemente il composto con una spatola. Unisco anche una buona quantità di cannella in polvere.  
  4. Imburro bene una teglia da 24 cm di diametro e la spolverizzo con del pan grattato. Comincio a comporre la torta, alternando uno strato di composto di pan grattato, uno strato di mele e uno strato di marmellata. Procedo in questo modo fino a terminare gli ingredienti.
  5. Inforno a forno caldo (180°C) per circa mezz'ora/40 minuti o finché non risulterà ben dorata. 
  6. Lascio intiepidire e teniamo in frigo un paio di ore. Serviamo con abbondante panna montata. 
Preparo il caffè alla valdostana utilizzando la coppa dell'amicizia, ma di cosa si tratta? la Coppa dell'Amicizia è un bellissimo recipiente tipico artigianale in legno con coperchio e beccucci usato soprattutto per bere il Caffè alla Valdostana in famiglia, con parenti o amici.
  1. Come prima cosa faccio il caffè. 3 tazzine di un buon caffè abbastanza lungo (non parlo di caffè americano, intendiamoci, ma nemmeno del caffè ristretto del bar). Verso i liquori. L'artemisia genepy, la grappa, e il liquore per caffè alla valdostana (ma se lo avete meglio il liquore di arancia). Questi distillati sono prodotti dalla distilleria Cortese di St. Vincent che da 4 generazione produce liquori in Valle d'Aosta. Molto pregiati sono i liquori alle erbe, coltivate e raccolte dai contadini che portano le mucche ai pascoli di alta montagna, come il genepy che ho usato io. La produzione di questi distallati è molto esigua, proprio perchè legata alla lavorazione delle erbe locali, per questo si possono trovare per ora solo in Valle d'Aosta ma vi lascio i contatti nell'info box.
  2.  A questo punto aggiungo cannella, chiodi di garofano e il caffè, cospargo il bordo di caffè e grappa,  do fuoco all'interno della coppa, lascio bruciare alcuni istanti l'alcol, poi copro con il coperchio di legno e la coppa è pronta per essere passata tra gli amici che berranno dai suoi beccucci, rigorosamente in senso antiorario.


sabato 20 gennaio 2018

ANANAS & LEMON CURD TARTE - con Frolla sabbiata di Luca Monersino

La frolla è il mio impasto preferito in assoluto, e con questo medoto, preso da un libro del famosissimo pasticcere Montersino, il risultato è eccellente e la realizzazione secondo me anche più semplice di quella classica con il burro freddo. Provate, e fatemi sapere.


 Per la frolla sabbiata di Montersino
285 g farina debole (io ho usato la 00 ed è venuta benissimo)
171 g burro morbido, a temperatura ambiente
114 g zucchero a velo
46 g tuorli (circa 3 tuorli)
buccia grattugiata di 1/2 limone
i semi di mezza bacca di vaniglia
1 pizzico di sale



1 porzione di lemon curd (trovi qui la ricetta)
225 ml panna fresca
8-10 fette di ananas fresco
2 cucchiai di zucchero di canna
lamponi per decorare
il succo di mezzo limone
della gelatina a piacere per lucidare la torta

Procedimento
  1. Come prima cosa preparate la frolla. Se avete la planetaria fate tutto il procedimento usando il gancio a foglia, io non ce l'ho e ho fatto tutto a mano. In una ciotola capiente unite la farina setacciata con il sale, la scorza di limone grattugiata, la vaniglia e il burro morbido a pezzetti. Lavorate dapprima con un cucchiaio di legno per cominciare ad amalgamare gli ingredienti, poi con le mani sfregandole tra sé in mezzo alla farina, così da "sbriciolare" il burro e ottenere una consistenza come di sabbia bagnata. 
  2. Unite i tuorli e lo zucchero setacciata e continuate a lavorare finché l'impasto diventerà compatto. Mettete in frigo a riposare per almeno mezz'ora. 
  3. Nel frattempo preparate l'ananas. In una padella molto ampia mettere lo zucchero di canna, scaldate la padella e appoggiate sullo zucchero le fette di ananas ben distanziate. Fate andare a fuoco alto così che l'ananas caramellizzi leggermente. Bagnate con il succo di limone. Lasciate cuocere 5 minuti per parte, poi spegnete il fuoco e lasciate da parte. 
  4. Stendete la frolla e foderate uno stampo da 24 cm ben imburrato. Tenete i bordi abbastanza alti, perché la base andrà poi farcita. Bucate il fondo con una forchetta, coprite la frolla con della carta forno e copritela a sua volta con dei legumi così che la pasta cuocendo non si gonfi troppo. Cuocete in forno caldo a 180° per 15/20 minuti. A questo punto togliete la carta forno con i legumi e rimettete in forno per altri 10 minuti o finché non sarà dorata. Lasciate freddare completamente. 
  5. Montate la panna e unitela delicatamente al lemon curd. Poggiate sulla base della torta la metà delle fette si ananas e copritele con la crema di panna e lemon curd. Distribuite sulla crema le restanti fette di ananas e i lamponi a decorare. Lucidate la superficie con della gelatina. Seguite le istruzioni sulla confezione per prepararla. Poi lasciate in frigorifero almeno un'ora e comunque fino al momento di servirla. 

martedì 26 dicembre 2017

SORBETTO AL MANGO

Questa cosa del mango ha preso il sopravvento. Ho postato poco tempo fa una CheeseCake Mango e Lime, ora ritorno con un sorbetto dagli stessi identici ingredienti! E' che l'accoppiata è decisamente vincente e per il pranzo di Natale ho pensato a questo tipo di fine pasto.
Ecco la videoricetta

Ingredienti
3 manghi maturi
1 lime
2 cucchiai colmi di zucchero a velo
250 g di gelato alla panna
250 ml di panna fresca
2 flûte di spumante secco/prosecco
a piacere un bicchierino di Vodka


Procedimento
1. Pelate e tagliate i manghi a tocchetti. Frullateli bene con un frullatore a immersione. Unite la buccia di lime grattugiata e di seguito il succo.
2. In una ciotola molto capiente montate la panna con 2 cucchiai di zucchero a velo. Unite la purea di mango e mescolate delicatamente.
3. A parte lavorate il gelato alla panna finché non sarà bello morbido e unite il prosecco mescolando bene e delicatamente. (Unite anche la Vodka a questo punto se avete deciso di usarla... io la consiglio!)
4. Unite il gelato al prosecco al resto della crema, sempre delicatamente. Assaggiate! Lo volete un po' più alcolico? Aggiungete ancora prosecco alla crema, e vedrete che bolle!
5. Lasciate in freezer fino a circa mezz'ora prima di servirlo, a quel punto tiratelo fuori dal freezer, lasciate che si ammorbidisca a temperatura ambiente, date una bella mescolata e servite in dei flûte adatti.